P. Carlo - Finalpia

Abbazia Benedettina Finalpia
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P. Carlo

Abbazia > Lutti

Don Carlo
Nato il 6 agosto del 1930 a Pietra Ligure conobbe ben presto la difficoltà di dover affrontare la vita senza l’appoggio della famiglia: la mamma gli morì giovane ed il padre perse la vita nel travagliato periodo postbellico degli anni ’40.
Accolto nei Rondinini, la benemerita Famiglia religiosa Opera s. Teresa del Bambino Gesù - Nido di rondini, sentì il richiamo di una vita spesa per il Signore.
Entrato ancora fanciullo nella nostra Abbazia, percorse tutto il lungo ed impegnativo percorso di studi e di formazione monastica: prima nell’Abbazia di Parma (liceo) e poi in quella di Praglia (teologia), rivelando buona intelligenza, prontezza di spirito, amore per il culto divino e generosità d’animo verso il prossimo.
Divenne Monaco dell’Abbazia di Finalpia (nel 1948, a 18 anni) ed Sacerdote  (nel 1954, a 24 anni).
Già Gesù parlava di vino nuovo in otri nuovi e la giovane età di don Carlo lo portava ad intendersi con facilità con i più giovani aspiranti monaci presenti in abbazia (il postulandato). Intanto la sua stoffa di monaco si rivelava nell'assiduità e puntualità alle funzioni liturgiche, specialmente all’Opus Dei (la preghiera corale del Breviario).

La nomina di P. Placido Colabattista ad Abate-parroco di Finalpia (1979) segnò per don Carlo una svolta: divenne vice parroco della nostra parrocchia e questo comportò  per lui un maggior coinvolgimento nelle attività parrocchiali, in particolare nell’Oratorio: il Campetto, come si dice da queste parti.
La sua bontà d’animo, la semplicità e la schiettezza furono le carte vincenti nell’animo dei giovani di Pia, che già erano cresciuti nel clima anticonformista e libertario maturato nel fatidico ’68.
Il numero delle coppe e dei trofei sportivi che si stavano accumulando nel piccolo bar del Campetto dimostrano l’entusiasmo e lo spirito collaborativo che aveva portato nel Gruppo sportivo Finalpia: tanti successi agonistici dimostrano anche la sua felice mano nel scegliersi dei capaci collaboratori.
Il 7 marzo 2019 il nostro Sindaco , a nome della Città di Finale Ligure ha consegnato  a don Carlo la TARGA UNA VITA PER FINALE, per le nobili motivazioni che ognuno vi può leggere nel link.
Ma nell’Oratorio non si faceva solo dello Sport, ma anche il Catechismo ai bambini. Suo impegno particolare fu che le lezioni si svolgessero in aule sempre più adeguate e confortevoli. Vicino all’Oratorio c’era (ancora fino a pochi anni fa) anche l’Angelicum, che non era solo un cinema parrocchiale, ma un moderno ed accogliente locale per conferenze.
Anche qui lui dava una mano.

I parrocchiani di Finalpia non guardano solo al loro splendido campanile romanico con la bella chiesa abbaziale che da secoli gli sta acquattata di fianco, ma amano guardarsi attorno, viaggiare, vedere, conoscere. E don Carlo, insieme a don Placido, hanno guidato frotte di nostri turisti e pellegrini per l’Italia, fino alla Sicilia. Andarono anche per le belle e pie lande della Francia, dell’Inghilterra, della Grecia e d’Israele. Quest’ultimo paese (last but not least) era riuscito da molto tempo ad attirare un interesse del tutto speciale persino da parte dello stesso buon Dio: tant’è che anche Lui decise di volerci andare, circa 2000 anni or sono, nonostante nefasti presagi.
Così Gesù venne a portare la pace e la gioia di poter diventare tutti dei figli di Dio, anche se ad un Suo prezzo altissimo. (Il suo solenne impegno lo leggiamo nel Vangelo di Giovanni: "A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio (Gv 1,12).

Poco dopo il 2000, alla scomparsa di don Andrea Pelliccia, divenne responsabile della chiesa di S. Giacomo delle Manie. Ne restaurò l’impianto di riscaldamento, e iniziò a celebrare la Messa di Mezzanotte di Natale nell’Arma delle Manie, con una buona partecipazione di fedeli.
La grotta, abitata da decine di migliaia di anni (persino dall’uomo di Neanderthal), rivide fiamme (di candele) nella notte e volti umani in preghiera. (Risulta che fosse ancora stabilmente abitata in epoca medioevale, anche se non più proprio da Neanderthal).
Però don Carlo, già parecchi anni prima, aveva attrezzato degli edifici improvvisati in località Manie per ospitare nella stagione estiva gruppi di decine di ragazzi, provenienti da parrocchie piemontesi, avide di aria e di flutti marini. Ma vi sono fotografie che dimostrano che dall’Abbazia vari monaci ed abati vi facevano qualche bella scampagnata, ben accolti e rifocillati in quelle semplici, ma accoglienti strutture.

Quest'anno, al compiersi dei suoi 90 anni di età (6 agosto 2020) ill nostro refettorio si è animato di una raccolta di suoi amici e cari conoscenti, comprese alcune notevoli autorità civili, il Sindaco di Finale ed il suo vice.

Fino a poco tempo fa si vedeva la sua magrolina figura andare, a passi brevi e scattanti, per sbrigare qualche commissione (specialmente nella vicina farmacia) a beneficio di una Comunità con dei monaci, già con molte primavere sulle spalle, compresi i relativi acciacchi.
In queste sue commissioni ascoltava benevolo ed attento se qualcuno lo avvicinava per parlargli.
Poi in casa lo si vedeva, discreto,  con la corona del rosario nascosta nel pugno, pregare spesso racccolto, per chi … sapeva lui …
E quanti rosari di suffragio ha guidato in chiesa, dopo la s. Messa delle 18,00 per favorire la partecipazione di chi, durante il giorno, era impegnato nel lavoro.

Per Finale non lo vedremo più girare, per qualche commissione.
Ora don Carlo ha cambiato passo e Mondo
, ma la parte migliore di don Carlo continua a vivere anche là dove il Signore, quasi  di soppiatto, l’ha chiamato la notte del 6/7 settembre. Ed anche se noi oggi non ne sappiamo nulla, Lui, di certo, ha portato molti di noi con sé, per parlarne alla Madonna!

Lui contava di essere a casa per l’8  settembre, il giorno del Compleanno di Maria.
Ma a casa con noi non avrebbe potuto partecipato alla grandiosità delle Feste che si celebrano in Cielo in onore della Madre del Signore Gesù.
E. se proprio ne vuoi sapere qualcosa di più, va un po' a sfogliare l'Apocalisse, l'ultimo libro della Bibbia, dove si parla di quel meraviglioso mondo che il Signore ci ha promesso.

Certamente la Madonna di Pia avrà sorriso quando avrà riconosciuto in quel appena arrivato monaco - con tanto di vistosa cocolla - lo scricciolo di bambino dal cuore d’oro, che aveva visto sgambettare servendo Messa nel suo Santuario di Pia, un’ottantina di anni fa, e che noi ora con affetto ricordiamo come il buon don Carlo.

Te Christus in sua pace, frater dilectissime !

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