Commento - Abbazia Benedettina di Finalpia

Abbazia Benedettina Finalpia
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Commento

Attualità
Domenica 30 del Tempo Ordinario
Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore,
e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti.
L’evangelista Marco che ascoltiamo quest’anno ci presenta le azioni e le parole di Gesù durante il suo viaggio a Gerusalemme. Viaggio sicuramente topografico, ma anche e soprattutto simbolico. Questa strada che Gesù percorre con entusiasmo - “Gesù li precedeva” - e dove i discepoli lo seguono con diffidenza o inquietudine - “essi erano spaventati, e coloro che seguivano erano anche timorosi” (Mc 10,32) - qui si sta per arrivare al termine del viaggio. Ecco il contesto della lettura sulla quale meditiamo oggi.

Al termine del cammino, oggi incontriamo un cieco.
Un cieco, che, in più, è un mendicante. In lui c’è oscurità, tenebre, e assenza.
E attorno a lui c’è soltanto il rigetto: “Molti lo sgridavano per farlo tacere”.
Gesù chiama il cieco, ascolta la sua preghiera, e la esaudisce.
Anche oggi, qui, tra coloro che il Signore ha riunito, “ci sono il cieco e lo zoppo” (prima lettura) - quello che noi siamo -; ed è per questo che le azioni di Gesù, che ci vengono raccontate, devono renderci più pieni di speranza.
È nel momento in cui termina il viaggio di Gesù a Gerusalemme (e dove termina il ciclo liturgico), che un mendicante cieco celebra Gesù e lo riconosce come “Figlio di Davide”, o Messia; e questo mendicante riacquista la vista e “segue Gesù per la strada”. È un simbolo, un invito. Chiediamo al Signore che ci accordi la luce della fede e ci dia vigore, affinché lo seguiamo come il cieco di Gerico, fino a che non avremo raggiunto la Gerusalemme definitiva.
Don Curtaz ci commenta il Vangelo della
domenica 24 ottobre 2021
30 del Tempo Ordinario
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