S. Benedetto - Abbazia Benedettina di Finalpia

Abbazia Benedettina Finalpia
Vai ai contenuti

S. Benedetto

Documenti
11 luglio
SAN BENEDETTO ABATE  PATRONO D'EUROPA
 
APPUNTI BIOGRAFICI
Benedetto nacque nella piccola città di Norcia verso il 480 d.C., in un periodo storico partico­larmente difficile.
  Quattro anni prima (476) era formalmente finito l'Impero Romano d'occidente con la deposizione dell'ultimo imperatore Romolo Augustolo.
Fu contemporaneo di Teodorico e ne vide fallire nel sangue l'ambizioso progetto di una pacifica convivenza con i Goti ed i Romani; poté assistere agli orrori della terribile guerra fra i Goti e i Bizantini per il predominio dell'Italia (535-­553), guerra che lasciò desolato e spopolato il nostro paese tra stragi e pestilenze.
Fu anche contemporaneo di Giustiniano.
  Dopo una esperienza eremitica di tre anni, egli fondò un nucleo di piccoli monasteri a Subiaco, da dove cominciò la rinascita della vita monastica e della Chiesa.
  Furono molti coloro che lo seguirono. Fra di essi vi erano giovani dell'aristocrazia romana, come Mauro e Placido figli di senatori, ma anche goti e figli di schiavi, gente umile e rozza: per tutti Benedetto era il maestro nella "scuola del divino servizio" (questa è la definizione che egli dà del monastero nella sua Regola). Così Benedetto gettava le basi di una unità tra barbari e latini molto profonda, perché fon­data sulla fratellanza universale insegnata dal Vangelo.
   Allontanatosi da Subiaco, Benedetto si diresse a Cassino, sul­la cui altura fondò, nel 529, il monastero di Montecassino desti­nato a diventare il più celebre in Europa. Là avvenne la sua mor­te, tra il 543 ed il 555 d.C., in una data che l'antica tradizione ha fissato al 21 Marzo.
  Divenuto il simbolo dell'ideale monastico, fu spontaneo at­tribuire a lui il merito di tutto ciò che il monachesimo, compreso quello pre-benedettino e quello extra-benedettino aveva compiu­to a servizio della civiltà.
   Così nel 1947, Pio XII lo chiamò "Padre dell'Europa" e il 24 ottobre 1964, in coincidenza con la consacrazione della basili­ca di Montecassino, ricostruita dopo la distruzione della seconda guerra mondiale, Paolo VI lo proclamò "Patrono d'Europa".

La sua memoria, a causa della Quaresima, è stata trasferita dalla data tradizionale del 21 marzo, ritenuto il giorno della sua morte, all'11 luglio, giorno in cui fin dall'alto Medioevo in alcuni luoghi si faceva un particolare ricordo del santo.

NOTA . Noi Benedettini continuiamo ancora sempre
a ricordare,
con particolare affetto, il 21 marzo:
Dies Natalis al Cielo di Benedetto.
San Benedetto da Norcia, affresco del XII sec. 
(Subiaco, Monastero del Sacro Speco)

La sua Regola, apre una via nuova alla civiltà europea dopo il declino di quella romana. In questa scuola di servizio del Signore hanno un ruolo determinante la lettura meditata della parola di Dio e la lode liturgica, alternata con i ritmi del lavoro in un clima intenso di carità fraterna e di servizio reciproco.
Nel solco di san Benedetto sorsero nel continente europeo e nelle isole centri di preghiera, di cultura, di promozione umana, di ospitalità per i poveri e i pellegrini. 

S. Benedetto, come tutti i monaci prima e dopo di lui, ha abbandonato la propria terra per muovere alla ricerca di una patria più grande e spirituale che non si identifica con nessuna società terrena, ma che si edifica internamente, nel pro­fondo della propria anima e nel chiuso della vita claustrale.  

S. Benedetto è prima di tutto un padre di vita ascetica, un legislatore di disciplina monastica che non ha rinunciato in nulla ai grandi ideali del monachesimo orientale in fatto di solitudine e di abbandono del mondo

La sua Regola è indirizzata a monaci, a individui cioè che vivono separati dalla società e non devono agire direttamente su di essa anche perché nella maggior parte sono e rimangono semplici laici. 

La comunità a cui S. Benedetto guarda è un’immagine della Chiesa nei suoi aspetti più puri e più alti — la preghiera e la carità — l’attuazione concreta ed anticipata, mediante il ritorno a Dio, di quella pie­nezza di grazia che, alla fine dei tempi, sarà patrimonio di tutta la comunità dei fedeli.


Torna ai contenuti