Bolsena altare - Abbazia Benedettina di Finalpia

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Bolsena altare

Attualità
L'ALTARE LONGOBARDO DI BOLSENA
Siamo in Italia del XIII secolo.
Un sacerdote, padre Pietro da Praga, sta perdendo la fede: dubita che Gesù sia realmente presente nell’Eucaristia, ma chiede a Dio la grazia di credere. Con questo proposito, decide di partire in pellegrinaggio alla volta di Roma, per implorare la grazia della fede sul tumulo dell’apostolo San Pietro.
 
Di ritorno dal suo pellegrinaggio personale, sta celebrando la Santa Messa nella cripta di Santa Cristina, a Bolsena, quando l’Ostia Sacra sanguina e macchia il corporale con il Sangue Preziosissimo di Cristo.(L'altare sul quale sta celebrando è proprio quello che vediamo nella foto qui a sinistra ed ha l'antica foggia degli altari di epoca longobarda).
 
L’evento straordinario arriva rapidamente alle orecchie di Papa Urbano IV (1262-1264), che si trovava a Orvieto. Il Pontefice chiede subito al vescovo Giacomo di portargli da Bolsena il corporale che aveva ricevuto il Sangue di Cristo, che viene portato al Papa in processione solenne. Quando Urbano IV riceve la reliquia, si inginocchia davanti ad essa e la mostra al popolo.
 
Urbano IV proclama che ogni giovedì successivo all’ottava di Pentecoste la Chiesa celebrerà solennemente la festa del Corpo di Cristo, decisione registrata nella bolla pontificia Transiturus de mundo, dell’11 agosto 1264.

È importante osservare che esisteva già un “precedente” molto rilevante per l’instaurazione della solennità del Corpus Domini: nella diocesi di Liegi, in Belgio, la suora Juliana de Mont Cornillon (†1258) aveva ricevuto visioni in cui Gesù stesso le chiedeva una festa liturgica annuale in onore della Sacra Eucaristia. Papa Urbano conosceva la beata Juliana e considerava sinceri i suoi racconti e i suoi appelli. Il miracolo avvenuto a Bolsena venne quindi a corroborare l’importanza e la necessità di ufficializzare la solennità in onore del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo.

Urbano IV affidò anche a San Tommaso d’Aquino la composizione di un ufficio liturgico specifico per questa solennità, e di inni eucaristici passati a far parte per sempre del tesoro della Chiesa, come il Tantum Ergo e il Lauda Sion.
 
Nel 1290 venne costruita la cattedrale di Orvieto, chiamata “giglio delle cattedrali”, in cui è conservata ancora oggi la santa reliquia del miracolo che ha ravvivato la fede di padre Pietro da Praga nella Santissima Eucaristia e che da allora ravviva anche la fede di tutti i cattolici nel miracolo quotidiano del Corpo e Sangue di Nostro Signore.

NOTA del redattore (a destra, una foto dei segni delle chiazze di sangue sul pavimento).
Negli anni 1980/90 mi ebbi l'occasione di recarmi più volte da Chianciano (dov'ero per cure) a Bolsena e così verificai come l’altare della cripta si trova distante parecchi locali dalla sacrestia (il luogo dove i sacerdoti indossano i paramenti liturgici per la celebrare ed infine vi ritornano per riportarli). Alcune lastre del pavimento dei locali del tragitto tra la cripta e la sacrestia, riportavano ancora (sbiadite, ma ben visibili, anche dopo 7 sec.) i chiari segni delle chiazze del sangue che stava colando dal corporale, mentre il sacerdote sconvolto correva verso la sacrestia per informare dell'accaduto, in cerca di aiuto e di consiglio su cosa mai diamine fare. DV.
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