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Abbazia Benedettina Finalpia
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Abbazia > Come viviamo
            Ma che cosa si fa in un monastero, oltre che pregare ? 
Quanti siamo

A questo punto mi accorgo che, finora, non vi ho detto in quanti siamo.
Attualmente siamo una dozzina di monaci, la nostra età varia dai 46 ai 95 anni.
In casa siamo una decina.

Non risediamo però tutti in casa

Chi spesso è fuori per seguire dei corsi di formazione teologica, chi è ha in cura una parrocchia di Genova (affidata ai Benedettini da più di un secolo).
Abbiamo chi ha seri problemi di salute, per infermità o 
per età (ipsa aetas infirmitas)

Impegni pastorali
C’è una presenza sul territorio che è una valida testimonianza, efficace anche dal punto di vista pastorale, anche se oggi non si usa parlarne più.  
Noi invece, come Benedettini, teniamo cara una simile presenza che, secondo un’antica tradizione, ha reso più cristiana l’Europa. 

Secondo lo storico P. Gregorio Penco O.S.B., si può parlare di una presenza monastica nel castrum piae già nel XII secolo, anche se la storia dei figli di S. Benedetto a Finalpia comincia con la Congregazione Olivetana nel 1476.
Di fronte alla nostra Abbazia c’è un ponte che attraversa lo Sciusa, fin dal medioevo.
Su quel ponte sono passati Papi e Imperatori, gli eserciti dei Marchesi Del Carretto, della Spagna e di Napoleone.
Anche i Benedettini l’hanno attraversato – come tutta la gente del Finale – per dei secoli.
Ed ecco che – nel 2012 – la nostra Amministrazione Comunale – ci ha chiesto di dedicarlo proprio a San Benedetto.
Il breve filmato che segue è dedicato all’avvenimento.
E' dal XV secolo i Benedettini si sono dedicati alla cura pastorale della Parrocchia di Finalpia.
Così la nostra Comunità assicura l’assistenza anche pastorale a 2 nostre Cappelle (Sant’Antonio al Monte e San Giacomo delle Manie), che si trovano nel territorio parrocchiale.    
Un nostro monaco è parroco a Vezzi, nell’entroterra finalese, ed assicura il servizio religioso ad alcune parrocchie diocesane.
Inoltre un altro nostro monaco è anche parroco di San Martino di Genova - Pegli. 

Gli abitanti della nostra parrocchia
È difficile calcolarne il numero, molto variabili a seconda delle stagioni.
Si può, con approssimazione dire che non sono meno di 1500 e che nella stagione estiva possono anche superare di molto i 2000.
È arduo calcolare le presenze turistiche occasionali.


Clicca sulla colomba in volo e vedi dove si svolge il nostro lavoro pastorale ...




Formazione religiosa
Nei tempi forti dell’anno, come Avvento e Quaresima, curiamo – direttamente o tramite collaboratori ed occasionali ospiti – incontri di Formazione religiosa: Lectio divina, Conferenze e Serate musicali.
Nel periodo delle vacanze estive, le iniziative formative – sia religiose che culturali – vedono una sensibile partecipazione di villeggianti
Per entrare nella sala delle conferenze clicca sulla seguente Foto panoramica:Il pubblico di una conferenza nel salone del I chiostro”. 


Il pubblico di una conferenza nel salone del I chiostro


Concerti
Nel periodo estivo l’organo della nostra chiesa fa valere le sue buone qualità, sotto le mani di qualificati organisti: a solo o nell’accompagnamento della voce umana.
Altre serate musicali sono state offerte con virtuose esecuzioni (voci soliste, corichitarra, clavicembalo, flauto traverso …).
Se clicchi sulla foto sottostante verrai introdotto nella nostra chiesa, dove si sono svolte delle belle serate.

L'organo della chiesa d Finalpia



È stata avviata la schedatura della nostra considerevole quantità di libri, oltre 60.000 volumi – senza contare le varie collezioni di riviste e periodici. Grazie ai preziosi  contributi della Fondazione De Mari di Savona ne sono stati schedati oltre 8.000 volumi, sia da nostri monaci, che dalla Biblio, una ditta specializzata di Torino.
I contributi della De Mari sono stati, attualmente, sospesi: contiamo che riprendano quanto prima.  
La schedatura dei libri, seguita da una logica collocazione, rende agibile e viva una biblioteca: altrimenti rischia di restare solo un polveroso deposito.
Clicca sulla foto qui sotto e potrai vedere alcune immagini della nostra biblioteca: com'era fino al 2004 e com'è adesso. Vi troverai anche alcune foto di Incunaboli e di libri del 1500 (le famose Cinquecentine).



Apiario
Secondo la secolare tradizione dei monasteri anche a Finalpia abbiamo un Apiario.
Produciamo
 vari tipi di miele (ACACIA, ARANCIO, CASTAGNO, EUCALIPTO, GIRASOLE, LAVANDA, RODODENDRO, SULLA, TARASSACO …).
La varietà dei tipi è possibile dato che il bacino di utenza del nostro Apiario (cioè le zone, cioè, dove mettiamo i nostri alveari) non si limita a Finalpia.
Siamo, difatti, soliti smistare le nostre arnie nelle province di Cuneo, Asti, Alessandria, Piacenza ed in qualificate zone della Liguria di ponente.
L’Apiario benedettino di Finalpia non si ferma alla produzione del miele, ma interessa una vasta gamma di prodotti derivati dall’attività delle api: polline, propoli, pappa reale e creme varie (estetiche e curative).
Ovviamente una così vasta attività si deve avvalere anche di personale non monastico.

Clicca sulla foto sottostante per entrare del mondo della Api e dei loro preziosi doni.
(Per ritornare - dal mondo delle Api - a questa pagina, clicca Indietro nel Browser ).

Il complesso dell'Apiario con "La Baita" .
Corsi per apicoltori
La lunga esperienza maturata, nell'assidua cura delle api, ha suggerito di comunicare anche ad altri quanto imparato
Nell'ampio locale della ex-tipografia del monastero - opportunamente ricondizionato - il nostro Apiario organizza periodicamente dei Corsi di Apicoltura, molto frequentati.
Gli ottimi rapporti coltivati con Istituzioni Regionali e Universitarie ci permettono di mantenere vivaci e proficui contatti con chi lavora nel mondo delle api.
La Baita
Molti visitatori di un’Abbazia si aspettano di trovare in un Monastero dei fini liquori. 
Così proprio adiacente all’Apiario benedettino è sorta La Baita, che annovera 
tra i suoi prodotti – oltre ad amari e digestivi – la rinomata e brevettata Grappa al miele.
L’ultimo prodotto nato è la Birra al Miele: un intrigante e fresco
 mix di dolce e amaro

Rivista Liturgica - Tipografia
Nella prima metà del secolo scorso (1914) i monaci di Finalpia hanno fondato la prima Rivista Liturgica italiana, tuttora in pubblicazione. 
All’inizio si coordinavano in casa gli articoli (scritti dai monaci e da qualificati collaboratori) e la si faceva stampare fuori dal Monastero.
Poi (ovviamente per contenere le spese) si componeva in casa, riservando solo la stampa ad una tipografia esterna.
Si arrivò, infine, a fare tutto in casa: redazione, composizione, stampa e spedizione agli abbonati.
Fu un grosso lavoro che impegnò molto la nostra Comunità.
Questa iniziativa s’innestava in un’attività antica, per noi Benedettini.
È vero che Gutenberg aveva dato inizio alla stampa della Bibbia tra il 1453 e il 1455, ma forse pochi sanno la prima tipografia italiana venne installata proprio in un chiostro benedettino nel 1463: quello del Monastero di Santa Scolastica di Subiaco
Ciò avvenne per opera di due stampatori tedeschi, provenienti dalla Germania: Corrado Sweynheim e Arnoldo Pannartz.
Oggi, anche se a Finalpia continuiamo ad ospitare alcune Riunioni della Redazione della Rivista Liturgica, abbiamo dovuto - già da parecchi anni - passare la stampa ad una tipografia all’altezza dei tempi.
Clicca sulla fotografia sottostante per vedere alcuni aspetti della nostra attività,
connessi con la Tipografia.

Redazione della Rivista Liturgica del 2005 nell'Abbazia di Finalpia.
Artigianelli
Parlando della tipografia, è giusto ricordare il discreto numero di ragazzi che sono passati nella nostra Abbazia negli anni 1950 – 1970. 
Negli anni ’50, sulla scia di quanto avveniva nell’Abbazia San Giuliano di Genova, si accolsero a Finalpia dei ragazzi con difficoltà familiari, per aiutarli a terminare la scuola dell’obbligo ed avviarli al lavoro in tipografia.
In una ventina di anni sono passati per la nostra Abbazia alcune decine di ragazzi. 
Il loro numero fisso era di 4/5 elementi, che si avvicendavano.
Ricevevano alloggio, vitto e insegnamento scolastico. Ogni anno sostenevano, come privatisti, un esame nelle scuole statali. Ripagavano dando una mano in tipografia.
Una volta lasciata l'Abbazia, i ragazzi riuscivano ad inserirsi stabilmente nel mondo del lavoro (e non solo come tipografi). 
L'esperienza degli Artigianelli si esaurì negli anni '70.
Non mancarono quelli che, divenuti padri di famiglia, tornarono per salutare e ringraziare.
Alcuni di loro hanno mantenuto contatti con l’Abbazia.
Ufficio moderno
È vero che oggi non abbiamo più una tipografia, ma in casa c’è una discreta attrezzatura per l’elaborazione digitale di normali stampe, per la nostra Comunità Monastica.


Giornate e manifestazioni
Una particolare Giornata merita una menzione, quella degli Anziani e Ammalati che si tiene alla fine del mese di maggio di ogni anno e che è molto sentita (i partecipanti superano abitualmente il centinaio di persone). È un’occasione per chi ha problemi di età e/o di salute di stare insieme per pregare (nel nostro Santuario della Madonna Pia) e per un momento conviviale (nel Refettorio del Monastero) e per rivedere (nei chiostri e nei saloni dell’Abbazia) dei volti conosciuti ed incontrarne dei nuovi.

Clicca sulla fotografia sottostante per vedere la Giornata Anziani e Ammalati del 2013 

Giornata degli Anziani e degli Ammalati del 2005.

Altre giornate ...
Nascono dalla fattiva collaborazione con
l’Amministrazione comunale e con varie altre Organizzazioni, che sono ben liete di essere accolte nei nostri ambienti per le loro manifestazioni, 

Qui puoi vedere 2 minuti di 
Expo - Liguria 2013

Qui termina questo nostro
ITINERARIO
sulla


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